Se, da un lato, il ritorno alle 24 ore settimanali di scuola (in vigore negli anni '50) e all'insegnante unico determina un notevole risparmio di denaro pubblico, dall'altro si tramuta in una spesa maggiore per le famiglie più povere. Un tempo scuola "breve" pone il problema della custodia dei minori che non possono stare a casa da soli mentre i genitori sono a lavoro. Se pensiamo che in questo momento di grave crisi inflazionistica sempre più nuclei ricorrono al debito per la spesa alimentare mensile, diviene un grande problema aggiungere nuovi costi.
Ma nell'ultima parte del comma si salvaguardano le famiglie con particolari esigenze per l'offerta di tempi scuola alternativi. L'Onorevole Gelmini in questi giorni ha più volte ribadito che verrano aumentate le classi a tempo pieno.
Dal dettato legislativo è specificato che tali opportunità scolastiche verrano offerte solo a fronte di problematiche reali e, credo io, tangibili delle famiglie. Ci si riferisce, ovvimente, alle famiglie di operai ed impiegati e alle famiglie di extracomunitari.
Quasi ogni giorno nei giornali leggiamo di abusi, violenze e altro commessi da stranieri, ma quando questi sono a scuola divengono così bravi da superarare in molti casi i bambini italiani. Vedi.
Si formeranno due scuole: una di 24 ore settimanali per le famiglie economicamente avvantaggiate e una a tempo pieno per le famiglie di stranieri e di italiani economicamente svantaggiati.
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