D'altro canto però bisogna considerare che questi corsi vegono promossi e finanziati sicuramente da un'ente pubblico, anche se non so dire se si tratti della stessa scuola, del comune o della regione. Non dobbiamo neanche dimenticare che gran parte degli stranieri lavorano in nero e il costo di tali attività ricade soprattutto sui cittadini italiani. Cosa ancora più importante è che nella maggior parte dei casi le famiglie rumene in casa comunicano nella loro lingua ed è alquanto improbabile che i bambini possano non saperla.
Questa iniziativa potrebbe non essere catalogata interamente tra gli sprechi pubblici, ma sicuramente è un servizio "di lusso", finanziato da italiani, ma non usufruito da italiani che, in questo momento di grave crisi economica, non possiamo permetterci.
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