Il Decreto Legislativo 59/2004 all'articolo 3 comma 2 recita: "Al fine del conseguimento degli obiettivi formativi, i docenti curano la personalizzazione delle attività educative, attraverso la relazione con la famiglia in continuità con il primario contesto affettivo e di vita delle bambine e dei bambini. Nell'esercizio dell'autonomia delle istituzioni scolastiche sotto attuate opportune forme di coordinamento didattico, anche per assicurare il raccordo in continuità con il complesso dei servizi all'infanzia con la scuola primaria." (D.L. 59/2004).
Non solo questo dettato normativo lascia ampio spazio all'interpretazione, ma sancisce indiscutibilmente che tali obiettivi (raccordo tra la scuola e la famiglia, raccordo didattico tra la scuola dell'infanzia e la scuola primaria) debba essere effettuato "nell'esercizio dell'autonomia delle istituzioni". All'inizio di ogni anno scolastico si costituisce, in ogni Istituto Comprensivo o Direzione Direzione Didattica, una Commissione Continuità con il compito individuare delle attività che realizzino le finalità normative suddette. Ovviamente, e anche giustamente, i componenti della commissione vengono retribuiti per le ore aggiuntive dal Fondo di Istituto. Confrontandomi con colleghe di di altre scuole ed effettuando ricerche in internet mi sono accorta di quanto molto spesso i progetti continuità si assomiglino tra loro. Prendendone qualcuno a caso: Lodi IV Circolo ; 177° Circolo Didattico; Istituto Comprensivo Lippi; Istituto Comprensivo Bozzolo. Le attività più frequenti sono quella della visita dei bambini della scuola dell'infanzia alla scuola primaria e la realizzazione di un'attività comune ( es: invenzione di una storia e sua rappresentazione) tra i bambini delle classi ponte (ultimo anno scuola dell'infanzia /prima elementare).
Tirando le somme mi pare che di continuità orizzontale non ci sia neanche l'ombra, di raccordo didattico ed organizzazione autonoma ben poco. Perdipiù, è opinione abbastanza popolare che tali attività siano poco o per nulla formative e che , la loro realizzazione, porti via del tempo ad attività più produttive. Data l'ampiezza interpretativa del dettato normativo, probabilmente tali obiettivi potrebbero essere anche raggiunti in altro modo e senza l'ausilio di alcun progetto. Il raccordo scuola famiglia si fa apiamente durante i colloqui genitori/insegnanti realizzati durante l'anno scolastico. Il raccordo tra i diversi ordini di scuola, che deve essere specificatamente di tipo didattico, potrebbe realizzarsi anche senza il coinvolgimento diretto dei bambini.
La commissione continuità è composta da un insegnante per ogni scuola dell'Istituto appartenente alle classi ponte e un responsabile del progetto. Un Istituto Comprensivo formato da una scuola dell'infanzia, una scuola primaria e una scuola media ha una commissione continuità di 4 mebri più il responsabile. Si pensi solo che generalmente un membro è retribuioto 12/13 € netti l'ora (stima indicativa, qualcuno mi corregga). (La commissione continuità dell'istituto comprensivo presso cui lavoro ha effettuato lavori per 20 ore). Al responsabile del progetto credo che spetti un compenso maggiore.
Non solo questo dettato normativo lascia ampio spazio all'interpretazione, ma sancisce indiscutibilmente che tali obiettivi (raccordo tra la scuola e la famiglia, raccordo didattico tra la scuola dell'infanzia e la scuola primaria) debba essere effettuato "nell'esercizio dell'autonomia delle istituzioni". All'inizio di ogni anno scolastico si costituisce, in ogni Istituto Comprensivo o Direzione Direzione Didattica, una Commissione Continuità con il compito individuare delle attività che realizzino le finalità normative suddette. Ovviamente, e anche giustamente, i componenti della commissione vengono retribuiti per le ore aggiuntive dal Fondo di Istituto. Confrontandomi con colleghe di di altre scuole ed effettuando ricerche in internet mi sono accorta di quanto molto spesso i progetti continuità si assomiglino tra loro. Prendendone qualcuno a caso: Lodi IV Circolo ; 177° Circolo Didattico; Istituto Comprensivo Lippi; Istituto Comprensivo Bozzolo. Le attività più frequenti sono quella della visita dei bambini della scuola dell'infanzia alla scuola primaria e la realizzazione di un'attività comune ( es: invenzione di una storia e sua rappresentazione) tra i bambini delle classi ponte (ultimo anno scuola dell'infanzia /prima elementare).
Tirando le somme mi pare che di continuità orizzontale non ci sia neanche l'ombra, di raccordo didattico ed organizzazione autonoma ben poco. Perdipiù, è opinione abbastanza popolare che tali attività siano poco o per nulla formative e che , la loro realizzazione, porti via del tempo ad attività più produttive. Data l'ampiezza interpretativa del dettato normativo, probabilmente tali obiettivi potrebbero essere anche raggiunti in altro modo e senza l'ausilio di alcun progetto. Il raccordo scuola famiglia si fa apiamente durante i colloqui genitori/insegnanti realizzati durante l'anno scolastico. Il raccordo tra i diversi ordini di scuola, che deve essere specificatamente di tipo didattico, potrebbe realizzarsi anche senza il coinvolgimento diretto dei bambini.
La commissione continuità è composta da un insegnante per ogni scuola dell'Istituto appartenente alle classi ponte e un responsabile del progetto. Un Istituto Comprensivo formato da una scuola dell'infanzia, una scuola primaria e una scuola media ha una commissione continuità di 4 mebri più il responsabile. Si pensi solo che generalmente un membro è retribuioto 12/13 € netti l'ora (stima indicativa, qualcuno mi corregga). (La commissione continuità dell'istituto comprensivo presso cui lavoro ha effettuato lavori per 20 ore). Al responsabile del progetto credo che spetti un compenso maggiore.
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