lunedì 10 novembre 2008

NON FARE IL PROF REAZIONARIO! L'anno prossimo porta i tuoi allievi in gita a Alcatraz

Gentile insegnante

Perché non proponi ai tuoi allievi un’esperienza completamente diversa per la prossima gita scolastica?

La Libera Università di Alcatraz propone da 20 anni gite scolastiche incentrate sulla didattica ambientale, sulla scoperta dei sapori naturali, le percezioni, il teatro e la scrittura creativa.

Quello che cerchiamo di trasmettere ai ragazzi è la passione di imparare.

E lo facciamo proponendo alle scuole programmi aperti, fatti su misura.

Ad Alcatraz si mangia divinamente, i cibi sono biologici con menù studiati apposta per dimostrare ai ragazzi che le cose che gli piacciono possono essere molto più buone se sono cucinate con prodotti di alta qualità.

Possiamo stupire i vostri allievi e cucinare hamburger e patatine fritte in olio extravergine di oliva biologico, con salsa di ketchup biodinamica e maionese biologica e convincerli istantaneamente che la cucina di qualità è migliore del fast food.

Oppure possiamo proporre un viaggio nei sapori più sfiziosi delle cucine di molti popoli facendo scoprire che non c’è solo la pasta al pomodoro.

Ad Alcatraz gli insegnanti non sono sottoposti allo stress tipico della gita. Qui non ci sono i pericoli che potete incontrare in un albergo in città: nessuno scappa perché non c’è nessun posto dove andare per chilometri. Siamo in mezzo alla foresta, tutto è più tranquillo.

E se le nostre proposte culturali non vi bastano siamo a 25 chilometri da Perugia e Gubbio, 35 da Assisi e intorno ad Alcatraz ci sono decine di piccoli gioielli medioevali: castelli, abbazie, chiese e paesini fortificati.

ARGOMENTI DELLE LEZIONI PROPOSTE

Potete scegliere all’interno di un menù di proposte:

Escursioni nel bosco

Riconoscimento delle piante

Alimentazione naturale

Yoga demenziale

Giocoleria

Arte Zen, pittura

Scrittura Creativa

Teatro, mimo e recitazione

Canto e impostazione della voce

Giochi di relazione

Tecnologie ecologiche e risparmio energetico

Se vi interessano argomenti diversi possiamo vedere se siamo in grado di soddisfarvi. La Libera Università di Alcatraz ha rapporti con decine di insegnanti di provata esperienza in decine di settori.

Per il primo contatto potete rivolgervi a: marianna@alcatraz.it

Tel. 075 9229911

www.alcatraz.it

martedì 4 novembre 2008

Italiano per Alunni Neoimmessi

Il comune di Padova, per facilitare l'apprendimento dell'italiano agli alunni neoarrivati, manda nelle scuole, oltre ai mediatori linguistici, degli insegnanti esterni alla scuola che si dedichino a questa attività. Le scuole però, come avevo già sottolineato in un precedente post, già paga dei docenti interni per lo stesso tipo di attività. Quindi un alunno straniero che arriva nella scuola usufruisce di un insegnante interno alla scuola, di uno esterno e di un mediatore linguistico. Queste attività vengono effettuate durante le ore curricolari: il bambino viene letteralmente "portato fuori dalla classe" dove gli vengono proposti percorsi di approfondimento di lingua italiana. La pluralità di docenti costituisce un'offerta formativa molto ampia, molto più ampia di quanto sarebbe necessario, costringe il bambino a rapportarsi con una pluralità di metodologie didattiche, nonchè l'alunno richia di passare più ore "fuori dall'aula che dentro" con i suoi compagni.

sabato 18 ottobre 2008

PADOVA
CONTRO IL MAESTRO UNICO

Il 24 ottobre 2008
alle ore 16,30 a Piazza dei Signori
ci sarà una manifestazione contro
il Decreto Gelmini
che prevede il ritorno al Maestro Unico!

Siete tutti invitati: Insegnanti, genitori,
bambini, sostenitori.

L'evento è organizzato da insegnanti, non sarà presente alcuna sigla sindacale.

martedì 14 ottobre 2008

Mensa Scolastica


Il servizio mensa è offerto in tutte le scuole dell'infanzia, nelle scuole primarie a tempo lungo e a tempo pieno, in qualche scuola media di 1° grado. Nel comune di Padova ad occuparsi delle mense scolastiche è una ditta privata appaltatrice che cucina in sede i pasti e li distribuisce nelle varie sedi scolastiche.
Postulata l'indispensabilità della mensa, credo comunque che si possano fare due tipi di osservazioni inerenti ai costi.
In primo luogo il costo dei pasti è suddiviso tra il comune e le famiglie (mi riferisco sempre al comune di Padova): le famiglie si accollano il 60% del costo e il comune paga il restante 40% , (ovviamente nei casi di svantaggio economico il servizio è completamente gratuito). L'organizzazione scolastica pomeridiana comporta di per se dei costi aggiuntivi di gestione più elevati dell'organizzazione antimeridiana: più docenti, più collaboratori, edifici scolastici aperti più a lungo. Nelle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano è uno strumento importante di redistribuzione sociale del reddito. Le scuole a tempo pieno e a tempo lungo, però, sono frequentate anche da alunni i cui genitori non hanno un reale bisogno di quel tipo di organizzazione. Non solo, ci sono alunni, per così dire, economicamente "avvantaggiati" che non avrebbero affatto bisogno dell'aiuto del comune per il pagamento della mensa scolastica. Offrire il 40% del costo di ciascun pasto indistintamente a tutti credo che sia eccessivo per i tempi economici che stiamo vivendo. MENSA SCOLASTICA PADOVA.
Una seconda osservazione è relativa al tempo mensa. I docenti sono costretti a fare sorveglianza durante il tempo della mensa: in genere un'ora al giorno. Questo tempo è sottratto all'insegnamento vero e proprio comportando una dispersione di risorse umane ed economiche. Se ogni docente assolvesse unicamente i propri compiti professionali ci sarebbe bisogno di meno docenti e alcuni servizi, come quello della mensa, potrebbero essere affidati a persone diverse con uno stipendio inferiore a quello del personale docente.

giovedì 25 settembre 2008

P.O.F.



Il DPR 275 del 1999 sancisce l'autonomia delle Istituzioni Scolastiche. L'art. 3 comma 1 recita:
"Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano dell'offerta formativa. Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia."


Il piano dell'offerta formativa (POF), come esplicato nei successivi commi del decreto, deve contenere informazioni circa le attività e/o i progetti che si realizzerano nel corso dell'anno scolastico nelle scuole dell'Istituto. L'attività motoria, ad esempio, può prevedere la preparazione ad attività sportive specifiche; le attività artistiche possono esplicarsi in corsi di approfondimento di alcuni particolari argomenti. E ancora, ciascun Istituto può pensare di partecipare a concorsi, progetti in collaborazione con enti pubblici e privati, con personale specializzato, e chi più ne ha più ne metta. Il POF, quindi, è una sorta di carta d'identità della scuola, il documento che raccoglie in modo sintetico "quello che si fa nella scuola, quello che la scuola offre". Lo scopo del documento è la pubblicità: deve essere consegnato, sancisce lo stesso articolo, alle famiglie all'atto dell'iscrizione. Certo che i genitori devono sapere cosa fanno i loro figli a scuola! Cosa più importante è che un documento di questo tipo da la possibilità di poter scegliere la scuola ai propri figli in base alle effettive attività educative che questa è in grado di offrire. Gli amanti del calcio potrebbero iscriversi in una scuola dove si insegna calcio, i musicisti potrebbero iscriversi in una scuola che offre corsi di strumento. Tanto poi l'italiano e la matematica si insegnano dappertutto...
Tutto questo è però in contraddizione con la divisione del territorio comunale in circoscrizioni scolastiche: ad ogni scuola è destinata un'area geografica circostante denominata di appartenenza. All'atto dell'iscrizione, poichè è possibile accogliere un numero limitato di alunni, si stilano delle graduatorie i cui punteggi sono attribuiti in base a dei criteri stabiliti dal Consiglio d'Istituto e uno degli elementi caratterizzanti della precedenza è la residenza nel circuito di appartenenza. Chiunque voglia iscriversi ad una scuola al di fuori di quest'area, è inseritioin coda alle graduatorie e la loro accettazione è assoggettata alla residualità di posti disponibili. E' facile dedurre che la libertà di scelta della scuola da frequentare non è un diritto così facile da esercitare. Scusate la ripetizione... quindi il POF diventa un documento esplicativo per l'esercizio di un diritto di difficile realizzazione.

La predisposizione del POF all'interno delle Istituzioni Scolastiche comporta un dispendio di risorse umane ed economiche notevole. Ogni Istituto all'inizio dell'anno elegge una commissione POF che prevede la presenza di un rappresentante di ogni plesso e di un coordinatore. I rappresentanti dei vari plessi hanno il compito di raccogliere tutte le informazioni sulle attività che si effettuano nelle scuole; il coordinatore ha il compito di redigere il documente con i dati reperiti. Un collaboratore che ha lavorato in commissione per 10 ore nel corso dell'anno verrà retribuito 160€ lordi; se la commissione è formata da 5 persone gli oneri per la scuola ammonteranno a 800€ lordi. Il coordinare ovviamente ha diritto ad una retribuzione maggiore.
Il POF è in formato cartaceo e deve essere consegnato a tutte le famiglie che si iscrivono.... uno spreco enorme di carta, inchiostro e toner!

Istituto Comprensivo Parma
Liceo Parini
Scuola Primaria San Bortolo

venerdì 19 settembre 2008

Cosa pubblica




Quando penso alla scuola penso anche ai dipendenti pubblici, è inevitabile
. Ora, non è che ci sia poi così tanto da ridere, ma questa è davvero divertente. Il ministero di Brunetta ha indetto un concorso umoristico per farsi trafiggere dai vignettisti. Gli italiani si sono cimentanti nella ricerca del "graffio" vincente, ironizzando soprattutto sulla lotta ai fannulloni e...
guardate qua.
PS: concediamoci qualche sorriso amaro!

lunedì 15 settembre 2008

Ore di Insegnamento Eccedenti



I docenti possono effettuare delle ore oltre il loro orario d'obbligo che sono retribuite dal Fondo d'Istituto. Le attività svolte in orario eccedente possono essere di due tipi. Nella prima categoria troviamo:
- sostituzione dei docenti assenti
- ore di approfondimento negli istituti professionali
- attività complementari di educazione fisica.
Nella seconda categoria troviamo le
attività aggiuntive di insegnamento, le ore prestate per la realizzazione delle attività ingrative (corsi di recupero e di sostegno), dei corsi di rinforzo e di approfondimento e di ogni ulteriore attività aggiuntiva finalizzata all'arricchimento e all'integrazione dell'offerta formativa.
Gli allegati sono approfonditi ed esplicativi:
TABELLA RETRIBUZIONE ORE ECCEDENTI
ESPLICAZIONE NORMATIVA IN MERITO
CALCOLO STIPENDIO DOCENTI
Prendendo ad esempio un insegnate di scuola primaria, per ogni ora di supplenza che effettua gli verrano retribuiti 16€ lordi, mentre per ogni ora di attività aggiuntive di insegnamento gli verranno corrisposti 28,41€ lordi.
C'è un'altra attività che, però, può essere svolta con orario aggiuntivo: l'alfabetizzazione degli alunni stranieri. Nulla da dire sulla sua necessità, ma la retribuzione per questo tipo di attività è di 40€ lordi. Ciò vuol dire che recuperare gli apprendimenti di un bambino italiano o straniero che sia, vale meno che insegnare l'italiano agli stranieri. O forse, tutti i docenti indiscriminatamente sono più bravi a insegnare la lingua, piuttosto che a fronteggiare situazioni di difficoltà di apprendimento. Non capisco questo tito di discriminazione retributiva.

Perdonate la parentesi personale. Quando ci è stata data questa informazione a scuola una collega ha affermato: "Mi metto in partime e faccio ore per gli stranieri!"

giovedì 11 settembre 2008

Lezioni di Rumeno per Rumeni

Nei locali dell'Istituto Comprensivo presso cui lavoro, durante l'anno scolastico, si tengono corsi di lingua rumena per gli alunni rumeni che frequentano la scuola. Da un certo punto di vista questa potrebbe essere considerata un'iniziativa "nobile" in quanto permette ai bambini nati in Italia, o arrivati subito dopo la nascita, di non dimenticare la lingua e la cultura natie.
D'altro canto però bisogna considerare che questi corsi vegono promossi e finanziati sicuramente da un'ente pubblico, anche se non so dire se si tratti della stessa scuola, del comune o della regione. Non dobbiamo neanche dimenticare che gran parte degli stranieri lavorano in nero e il costo di tali attività ricade soprattutto sui cittadini italiani. Cosa ancora più importante è che nella maggior parte dei casi le famiglie rumene in casa comunicano nella loro lingua ed è alquanto improbabile che i bambini possano non saperla.
Questa iniziativa potrebbe non essere catalogata interamente tra gli sprechi pubblici, ma sicuramente è un servizio "di lusso", finanziato da italiani, ma non usufruito da italiani che, in questo momento di grave crisi economica, non possiamo permetterci.


giovedì 4 settembre 2008

Integrazione e Scuola Antimeridiana

Decreto Legge 137/2008 articolo 4 comma 1: "Nell'ambito degli obiettivi di contenimento di cui all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti di cui al relativo comma 4 e' ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola."

Se, da un lato, il ritorno alle 24 ore settimanali di scuola (in vigore negli anni '50) e all'insegnante unico determina un notevole risparmio di denaro pubblico, dall'altro si tramuta in una spesa maggiore per le famiglie più povere. Un tempo scuola "breve" pone il problema della custodia dei minori che non possono stare a casa da soli mentre i genitori sono a lavoro. Se pensiamo che in questo momento di grave crisi inflazionistica sempre più nuclei ricorrono al debito per la spesa alimentare mensile, diviene un grande problema aggiungere nuovi costi.
Ma nell'ultima parte del comma si salvaguardano le famiglie con particolari esigenze per l'offerta di tempi scuola alternativi. L'Onorevole Gelmini in questi giorni ha più volte ribadito che verrano aumentate le classi a tempo pieno.
Dal dettato legislativo è specificato che tali opportunità scolastiche verrano offerte solo a fronte di problematiche reali e, credo io, tangibili delle famiglie. Ci si riferisce, ovvimente, alle famiglie di operai ed impiegati e alle famiglie di extracomunitari.
Quasi ogni giorno nei giornali leggiamo di abusi, violenze e altro commessi da stranieri, ma quando questi sono a scuola divengono così bravi da superarare in molti casi i bambini italiani. Vedi.
Si formeranno due scuole: una di 24 ore settimanali per le famiglie economicamente avvantaggiate e una a tempo pieno per le famiglie di stranieri e di italiani economicamente svantaggiati.


martedì 2 settembre 2008

Il Ritorno del Maestro Unico

A sorpresa, nel decreto legge con le riforme urgenti per il sistema scolastico (numero 137 del 1° settembre 2008), è stato inserito il "maestro unico", in vigore dal prossimo anno scolastico. Dopo aver spiegato che il suo insegnamento sarà ripartito su 24 ore settimanali, si specifica al comma 2 "Con apposita sequenza contrattuale e a valere sulle risorse di cui all'articolo 64, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, numero 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, numero 113, è definito il trattamento economico dovuto per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo d'insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali".

Mi piacerebbe capire che fine fanno tutti gli altri insegnanti e come saranno gestiti stipendi e ore... puoi aiutarmi? Siamo di fronte all'ennesimo spreco?


Autore: nonmisicrea

sabato 30 agosto 2008

Progetto Continuità


Il Decreto Legislativo 59/2004 all'articolo 3 comma 2 recita: "Al fine del conseguimento degli obiettivi formativi, i docenti curano la personalizzazione delle attività educative, attraverso la relazione con la famiglia in continuità con il primario contesto affettivo e di vita delle bambine e dei bambini. Nell'esercizio dell'autonomia delle istituzioni scolastiche sotto attuate opportune forme di coordinamento didattico, anche per assicurare il raccordo in continuità con il complesso dei servizi all'infanzia con la scuola primaria." (D.L. 59/2004).
Non solo questo dettato normativo lascia ampio spazio all'interpretazione, ma sancisce indiscutibilmente che tali obiettivi (raccordo tra la scuola e la famiglia, raccordo didattico tra la scuola dell'infanzia e la scuola primaria) debba essere effettuato "nell'esercizio dell'autonomia delle istituzioni". All'inizio di ogni anno scolastico si costituisce, in ogni Istituto Comprensivo o Direzione Direzione Didattica, una Commissione Continuità con il compito individuare delle attività che realizzino le finalità normative suddette. Ovviamente, e anche giustamente, i componenti della commissione vengono retribuiti per le ore aggiuntive dal Fondo di Istituto. Confrontandomi con colleghe di di altre scuole ed effettuando ricerche in internet mi sono accorta di quanto molto spesso i progetti continuità si assomiglino tra loro. Prendendone qualcuno a caso: Lodi IV Circolo ; 177° Circolo Didattico; Istituto Comprensivo Lippi; Istituto Comprensivo Bozzolo. Le attività più frequenti sono quella della visita dei bambini della scuola dell'infanzia alla scuola primaria e la realizzazione di un'attività comune ( es: invenzione di una storia e sua rappresentazione) tra i bambini delle classi ponte (ultimo anno scuola dell'infanzia /prima elementare).
Tirando le somme mi pare che di continuità orizzontale non ci sia neanche l'ombra, di raccordo didattico ed organizzazione autonoma ben poco. Perdipiù, è opinione abbastanza popolare che tali attività siano poco o per nulla formative e che , la loro realizzazione, porti via del tempo ad attività più produttive. Data l'ampiezza interpretativa del dettato normativo, probabilmente tali obiettivi potrebbero essere anche raggiunti in altro modo e senza l'ausilio di alcun progetto. Il raccordo scuola famiglia si fa apiamente durante i colloqui genitori/insegnanti realizzati durante l'anno scolastico. Il raccordo tra i diversi ordini di scuola, che deve essere specificatamente di tipo didattico, potrebbe realizzarsi anche senza il coinvolgimento diretto dei bambini.

La commissione continuità è composta da un insegnante per ogni scuola dell'Istituto appartenente alle classi ponte e un responsabile del progetto. Un Istituto Comprensivo formato da una scuola dell'infanzia, una scuola primaria e una scuola media ha una commissione continuità di 4 mebri più il responsabile. Si pensi solo che generalmente un membro è retribuioto 12/13 € netti l'ora (stima indicativa, qualcuno mi corregga). (La commissione continuità dell'istituto comprensivo presso cui lavoro ha effettuato lavori per 20 ore). Al responsabile del progetto credo che spetti un compenso maggiore.

giovedì 28 agosto 2008

Caro Libri

Premettendo che non sono esperta del settore scolastico come zittitutti, ma mi occupo per lavoro di altro, ho notato tuttavia una cosa che mi fa pensare agli sprechi. Il cosiddetto caroscuola, ocarolibri anche. Praticamente tempo fa ho visionato il documento con cui il ministero stabilisce i tetti massimi di spesa e ovviamenteanche la gratuità dei testi per le scuole elementari. Poi ho seguitol a polemica delle associazioni di consumatori che sostengono lef amiglie in vari modi: elargiscono consigli su come risparmiare sulla cartoleria, suggeriscono di rivolgersi ai mercatini, etc. Poi giungono le varie indagini "ufficiali" che smontano la polemica a suon di fatti: "Prezzi dei libri scolastici decisamente sotto l'inflazione. Il 62% ha lo stesso prezzo dello scorso anno, comerileva l'Ispo", scritto in una nota dell'Aie, l'associazione italianaeditori (ovvero chi li pubblica mi pare di ricordare). In questo caso giornalisti, ricercatori, editori e tante altre persone sono state chiamate per giustificare impropriamente un impoverimento generale delle famiglie che oltre a pagare il servizio pubblico, devono anche pagare dei sussidi che, come sperimentato in tanti posti d'Italia e del mondo, possono anche essere meno esosi. In Friuli per esempio è molto diffuso il comodato d'uso! Nella manovra d'estate, quella fatta mentre tutti stanno in vacanza(perché no, i politici al nostro servizio, lavorano per noi), si parla dell'adozione dei libri digitali entro il 2012, in modo da ridurre il prezzo di produzione e di conseguenza quello di copertina. Verità rivelate o sprechi indiscussi?

Autore: nonmisicrea

Formazione Docenti Neoassunti

Quando un docente viene assunto a tempo indeterminato, il primo anno di servizio viene definito "Anno di Prova" e, in teoria, è sottoposto ad una sorta di controllo con l'obiettivo di verificarne le effettive competenze. Per questo gli viene affiancato un Docente Tutor che, oltre ad essere il valutatore del nuovo insegnate, ne è anche il "sostenitore" nell'accezione di significato di tutoraggio in senso stretto. Il docente Neoassunto, alla fine dell'anno scolastico, deve presentare una relazione sul lavoro da lui svolto in corso d'anno ed è interrogato dal Comitato di Valutazione, una commissione formata dal Dirigente Scolastico e una rappresentanza di insegnanti dell'Istituto Scolastico (in genere uno per ogni ordine di scuola). Il parere positivo del Comitato determina l'effettiva qualifica di "Docente in Ruolo". Durante l'anno scolastico l'Insegnante Neoassunto deve partecipare ad un corso di formazione. Allego la relazione che ho svolto nel mio anno di prova in merito.

" Il corso di formazione per i docenti neoassunti, organizzato dall’INDIRE secondo il modello e-learning integrato, è
caratterizzato da incontri di formazione in presenza e da momenti di formazione on-line. I primi si sono tenuti c/o la scuola media “Pierobon” di Cittadella ed hanno coinvolto una classe di circa 26 docenti provenienti da due cicli scolastici diversi e appartenenti allo stesso ambito territoriale. Le ore di presenza previste erano 15 suddivise in 5 incontri da tre ore cadauno perlopiù a cadenza settimanale, iniziati mercoledì 14 marzo e terminati venerdì 20 aprile. Durante il primo incontro il Direttore del Corso, Dr. Giancarlo Zaggia, ci ha accolti e preparati al lavoro che ci accingevamo ad affrontare attraverso una riflessione sul ruolo che attualmente ricopre l’insegnante e su cosa la società si aspetta dagli istituti di formazione. Molto importante è stata la figura dell’e-tutor, Ins. Renzo Mariano Frigo, che ha presieduto tutti gli incontri e ha valutato i lavori inviati dai corsisti alla piattaforma INDIRE. Ciascun incontro era diviso in tre momenti: una prima parte in cui venivano date nozioni tecniche sull'uso di alcuni programmi informatici e proposte modalità integrative delle “nuove tecnologie” nel curricolo scolastico per facilitare/integrare alcuni apprendimenti; una seconda parte in cui venivano affrontate le problematiche relative alla professione docente, quali ad esempio la valutazione, l’integrazione dei bambini diversamente abili, il rapporto tra colleghi; una terza parte in cui ciascun corsista poteva scegliere un’attività dalla piattaforma INDIRE e cominciare a consultare il materiale di studio approfittando della presenza dell’e-tutor. Il monte ore previsto per la formazione on-line è stato di 12 ore corrispondenti a 25 crediti. Attraverso una Piattaforma on-line predisposta dall’INDIRE, a cui potevano accedere tutti i corsisti nazionali neoassunti nell’anno scolastico 2006/2007, è stato possibile scegliere e svolgere alcune attività, inviarle alla Piattaforma stessa e, se valicati dall’e-tutor, è stato possibile ricevere i crediti necessari al superamento del corso. Le attività erano di diverso genere e divisi per macro-argomenti, quali Autonomia Scolastica, Didattica e Tecnologia, Lingua Straniera, Disabilità e Disagio Scolastico, Contesti di Vita e Relazioni, Valutazione, Approfondimenti Disciplinari, Europa e Intercultura. Per ogni attività proposta erano messi a disposizione diversi materiali di studio, anche se non sempre utili al lavoro che si doveva andare a svolgere, l’ordine di scuola a cui erano riferiti e il numero di crediti che si sarebbe ottenuto a lavoro valicato. Altri 4 crediti potevano essere raggiunti con almeno 5 interventi nei forum tematici presenti nei suddetti gruppi argomentativi. La piattaforma metteva anche a disposizione un forum con cui poter condividere qualsiasi tipo di idea con tutti i corsisti neoassunti italiani e anche un forum e una chat di classe, a cui potevano accedere solo i corsisti che avevano partecipato agli incontri in presenza. Tutto il percorso di formazione, sia quello in presenza sia quello on-line, si è svolto senza rilevanti problematiche. Il Dirigente del Corso e l’e-tutor mi è sembrato avessero le competenze necessarie richieste e anche la piattaforma on-line è stata organizzata in modo che potesse essere di facile fruibilità anche per corsisti principianti delle tecnologie informatiche, e le attività richieste molto chiare nella loro esplicazione con un supporto di materiali molto ampio. Mi sento, però, di fare due considerazioni in merito all’organizzazione. La prima riguarda le diverse conoscenze richieste sull'uso delle tecnologie informatiche. Benché queste diventino sempre più indispensabili e non è più tollerabile una non conoscenza delle stesse, quello che stiamo vivendo potrebbe essere definito come un periodo di “alfabetizzazione informatica”, cioè un periodo di transizione in cui tali competenze si vanno diffondendo, ma che non tutti hanno ancora acquisito. Trovarsi ad un corso di formazione per neoassunti, dove il lavoro richiesto è già di per sé notevole, non conoscere la tecnologia richiesta diventa un disagio rilevante per quanto riguarda il rispetto dei tempi di consegna delle attività e la qualità delle stesse. Una soluzione auspicabile potrebbe essere quella di inviare in tempi utili a tutti i docenti neoassunti un elenco delle abilità necessarie. In secondo luogo, benché la libertà di scegliere le attività da svolgere faciliti il corsista nell’esprimere al meglio le proprie conoscenze ed esperienze, non la trovo una scelta coerente con il fine ultimo del corso. Se questo deve essere rinvenuto nella preparazione di “futuri insegnanti” ad affrontare le necessità formative richieste dalla società, allora le attività per il corsista dovrebbero scaturire da un’analisi attenta del territorio nazionale su come dovrebbe essere la scuola del futuro e su come poter raggiungere obiettivi di efficacia e di efficienza. In tal modo i lavori svolti e lo studio non sarebbero più tanto un’espressione delle proprie competenze, ma un’acquisizione di competenze. "


La complessità della piattaforma on-line fa pensare ad una pluralità di soggetti che hanno collaborato e che collaboano tra loro per la sua realizzazione e per il suo funzionanamento. La stesura dei lavori ha sicuramente coinvolto più competenze. Il corso in presenza prevede un Ditettore del Corso e un Tutor E-Learning e, spesso, degli esperti che intervengono su particolari argomenti inerenti l'insegnamento. ( Supponendo ragionevolmente che un corso possa essere formato da 40 docenti neoassunti, un'immisione in ruolo di 30000 insegnanti prevede l'utilizzo di circa 750 Direttori di Corso e 750 Tutor E-Learning; non ho idea dela numerosità delle altre figure coinvolte)Tutto questo dispendio di risorse pubbliche per un'attività di discutibile utilità.

mercoledì 27 agosto 2008

Le Educazioni nella Scuola Primaria


Il curricolo della Scuola Primaria prevede le seguenti tre Educazioni: Educazione Motoria, Educazione Musicale, Arte e Immagine. Nonostante gli obiettivi delle stesse siano di carattere generale, (Approfondimenti: www.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/allegati/dir_310707.pdf), diverse Istituzioni Scolastiche ritengono che questi possano essere raggiunti più proficuamente se le attività vengono svolte da esperti disciplinari.
La situazione che si crea è di questo tipo: le educazioni vengono assegnate agli insegnanti che ne sono responsabili in quanto a definizione degli obiettivi, valutazione degli alunni; la programmazione e lo svolgimento delle attività sono affidate a personale esterno alla scuola competente in materia. Durante "l'ora" di Educazione Motoria o di Educazione musicale sono presenti l'Insegnante di classe in qualità di "osservatore "(retribuito dallo Stato) e l'Esperto in qualità di "attuatore" (retribuito dalla Scuola o dal Comune).
L'internalizzazione del personale competente consentirebbe un risparmio economico in quanto i docenti potrebbero dedicarsi attività di altro tipo in cui sono più competenti, magari attualmente assegnate ad altri docenti.
Una scuola primaria con 10 classi deve dedicare a tali discipline 30 ore settimanali (1 ora per disciplina per classe). Assumendo personale esterno, anche con contratti a tempo determinato di tipo collaborativo o usufruendo dei docenti di Scuola media inferiore e superiore, con un'opportruna integrazione salariale consentirebbe agli insegnati dell'Istituto di risparmiare un pacchetto temporale di 30 ore ed, essendo l'orario lavorativo settimanale di insegnamento pari a 24 ore, ogni scuola potrebbe fare a meno di 1 un docente e 6 ore.




venerdì 22 agosto 2008

Orario plessi scolastici




La maggior parte dei plessi scolastici italiani è aperto dalle 07:30 alle 18:00 e per tutto il tempo sono presenti dei collaboratori scolastici. Prendendo ad esempio una scuola primaria, l'orario delle attività al massimo può protrarsi ( quando si parla di tempo pieno) fino alle 16:30; una volta alla settimana fino alle 18:30 (riunioni varie insegnanti). In questo caso posticipare la chiusura della struttura alle 18:00 potrebbe essere necessario al fine dello svolgimento della pulizia.

Lo stesso orario di chiusura è previsto anche nei plessi che prevedono un'organizzazione delle attività didattiche a tempo normale ( 8:00/12:45), con un rientro pomeridiano (14:30/16:30). Tenere le scuole aperte infruttuosamente comporta un grande dispendio di ridorse per lo stato: riscaldamento accesi per ambienti enormi vuoti, luci e apparecchiature elettriche in funzione.Moltiplicato per tutte le strutture scolastiche italiane non so quanto possa fare. Al danno economico si aggiunge il disagio relativo alla scarsità dei collaboratori scolastici. In una scuola con 10 classi generalmente vengono assegnati 4 collaboratori che si alternano 2 al mattino e 2 al pomeriggio. Le attività mattutine sono generalmente inerenti l'apertura dei cancelli, rispondere al telefono, sorveglianza degli alunni nei bagni e nei corridoi, sorveglianza delle classi in caso di assenza momentanea dei docenti, effettuazione di fotocopie; quelle pomeridiana sono rivolte principalmente alla pulizia della scuola e al girarsi i pollici appena finito. Al mattino 2 soli collaboratori riescono con fatica a gestire le esigenze di una scuola intera ( si parla di all'incirca di 240 alunni e 15 docenti). La chiusura anticipata della struttura scolastica consentirebbe, oltre al risparmio energetico suddetto, una maggiore presenza di personale durante le attività didattiche e una migliore assistenza ad esse e a tutta l'organizzazione scolastica.

lunedì 18 agosto 2008

Agenda 21



Agenda 21 è un progetto delle Nazioni Unite di sviluppo sostenibile: si tratta di una pianificazione a livello Mondiale, Europeo e Nazionale delle azioni da intraprendere dai diversi governi in ogni area in cui il comportamento umano ha un impatto sull'ambiente.
In molte città d'Italia Agenda 21 entra nelle scuole, in particolare con il programma Vado a scuola da solo che prevede la creazione di percorsi sicuri casa-scuola.


L'unica cosa positiva del progetto è la gioia dei bambini che vanno e tornano da scuola con i loro amici. Nelle città ad alta densità di popolazione si può dire che ci sia una scuola in ogni quartiere e che il bacino d'utenza per ogni plesso sia all'incirca di 3/4 km quadrati (ho preso come punto di riferimento Padova). La maggior parte dei genitori non lavoratori accompagna i propri figli a scuola a piedi o in bici; i genitori accompagnatori motorizzati usano l'automobile per andare a lavoro dopo aver lasciato i figli. Per cui, anche se i bambini aderissero al progetto Pedibus utilizzerebbero comunque la macchina, quindi nessun impatto sulla sotenibilità ambientale.
Cosa più grave è lo spreco di denaro pubblico. Il video mostra che in ogni città aderente c'è un responsabile del progetto generale (dipendente comunale, stipendiato con denaro pubblico); un responsabile del progetto per ogni plesso scolastico aderente ( questi responsabili vengono pagati dalle istituzioni scolastiche per lo svolgimento delle funzioni aggiuntive all'insegnamento in modo forfettario, denaro pubblico). Il comune di Padova, non ho notizie riguardoaltri comuni, fornisce a tutti i bambini partecipanti un giubetto catarifrangente (Utile) e, nei luoghi dove i bambini aspettano i compagni, dei cartelli che indicano la fermata (Inutile) con denaro pubblico.
L'unico vero vantaggio che offre questo dispendio di risorse è di evitare la pericolosa calca di automobili davanti alle scuole all'inizio e alla fine delle lezioni.

APPROFONDIMENTI: Agenda 21 Padova